Come si chiama una donna la cui casa ha questo aspetto?

Mi arrendo!”

Nel frattempo, il tavolino da caffè si è trasformato in un punto di raccolta per praticamente qualsiasi cosa: tazze di caffè e tè sparse, quaderni aperti e borracce colorate che osservano la scena con aria sbigottita. Persino l’orsacchiotto, abbandonato a faccia in giù sul pavimento, sembra invocare rinforzi!

Perché finiamo in questo disastro?

La trappola del “lo faccio dopo”: tutto inizia con una giacca appoggiata distrattamente su una sedia e, prima che tu te ne accorga, l’intera stanza è sommersa dalla biancheria.

La follia del giorno del bucato: