tentativo di insabbiamento. Mi è sembrato quasi assurdo.
«Surreale o no», disse Camilo con tono più serio. «Siamo qui davanti a una folla, e confesso che questo tatuaggio mi incuriosisce.»
Foseca annuì. Sembrava comprendere il disagio del collega. Poi iniziarono a prepararsi per la procedura.
Nessuna descrizione dell’immagine.
Ma prima che l’autopsia potesse iniziare, un vento gelido irruppe ripetutamente nella stanza, facendo sfondare la finestra con uno schianto.
Le carte sul tavolo volarono, gli strumenti ticchettarono. Camilo rabbrividì. Il suo corpo reagì con un brivido ripetuto. Si voltò immediatamente verso