ma un’iscrizione, qualcosa di scritto. «C’è qualcosa di vero in tutto questo?», mormorò Foseca, tra sorpresa e curiosità. «Gli ho chiesto: “C’è qualcosa lì, qualcosa di scritto?”», esclamò Camilo, avvicinandosi ancora di più.
Spinto dal desiderio di capire, Foseca accelerò i movimenti, scoprendo completamente la schiena della suora.
E poi, come se il tempo si fosse fermato, i due dottori rimasero immobili. Avevano gli occhi spalancati, i volti pallidi, senza parole.
Nessuno dei due osò battere le palpebre. Il silenzio avvolse la stanza, come se l’obitorio stesso li avesse soffocati. “