sentì attraverso l’altoparlante e rimase immobile, ma un’infermiera chiamò i nostri nomi prima che potesse rispondere. Le condizioni di mia zia si stabilizzarono a tarda notte. Quando i medici ci diedero il permesso di andare via, nessuno dei due se la sentiva di affrontare le due ore di viaggio in auto per tornare al lago. Così ci andammo la mattina successiva.
Sapevo che qualcosa non andava ancora prima di aprire il cancello. Uno dei cuscini cuciti a mano dalla nonna giaceva a faccia in giù sul vialetto. Aveva piovuto durante