Durante ogni ciclo di cure, mi aveva tenuto la mano, mi aveva accompagnata alle visite, aveva imparato a memoria il mio programma di assunzione dei farmaci ed era rimasto al mio fianco nei giorni peggiori. Eppure una voce crudele dentro di me continuava a sussurrarmi che forse era rimasto solo perché i mariti per bene non abbandonano le mogli malate.
“Jeffrey?”
“Hmm?”
“Sei ancora felice con me?”
Esitò di nuovo.
“Sono più felice di quanto meriti.”
Non ho chiesto cosa significasse.
Una settimana dopo, entrammo nella camera d’albergo e, per