Nelle prime comunicazioni l’INGV aveva indicato un valore compreso tra 3.6 e 4.1, poi assestato a 3.7. Non è un errore: è il funzionamento ordinario del sistema.
La prima stima è prodotta automaticamente dai sistemi di calcolo pochi istanti dopo l’evento, sulla base dei dati delle prime stazioni che registrano il segnale. Viene poi rivista dagli analisti sismologi, che integrano le registrazioni dell’intera rete. L’INGV precisa sempre che i valori di localizzazione e magnitudo rappresentano la migliore stima disponibile al momento e possono variare.