C’era una ricevuta piegata.
Una minuscola chiave di ottone legata a un nastro rosso sbiadito.
E all’interno dello scontrino era nascosto un piccolo foglio di carta intestata color crema.
Qualcuno ci aveva scritto sopra con una delicata calligrafia corsiva.
Decisamente non mio.
Mi voltai verso Ian.
Sto ancora dormendo.
Il mio cuore ha iniziato a battere fortissimo.
Ho preso il telefono, sono uscita in corridoio e ho chiuso silenziosamente la porta della suite dietro di me.
Solo allora aprii il biglietto.
Il testo recitava:
“Grazie per aver mantenuto il segreto.