Sullo schermo apparve un messaggio da un numero sconosciuto.
Credi di sapere tutto. Ti sbagli. Chiedi alla mamma della scatola blu.
Lo lessi due volte.
Le parole non erano firmate, ma sapevo che erano di Ethan. C’era arroganza nel modo in cui le pronunciò, una sicurezza che, anche messo alle strette, mi faceva tremare.
La scatola blu.
Me la ricordavo vagamente dalla mia infanzia. Una piccola scatola di metallo che mia madre teneva sullo scaffale più alto dell’armadio. Conservava documenti di famiglia, gioielli antichi, polizze assicurative: cose che gli adulti